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La Bella Della Murgia
 
 
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GRAVINA " La Bella Della Murgia "
 
TRADIZIONI - HISTORICAL INFORMATION
 
Antica Fiera " San Giorgio "
 
Forse è la più antica fiera d'Italia. Infatti fu ripristinata l'11 Gennaio 1294 con editto di re Carlo II D'Angiò. Questa manifestazione rappresentava un'ottima occ
asione di incontro delle popolazioni provenienti da tutte le regioni dell'Italia Meridionale e che qui si scambiavano esperienze e consigli su tutto quanto riguardava le a ttività agricole e pastorizie, il piccolo artigianato e il commercio di merci varie e di animali. Molto caratteristica era la fiera del bestiame, con la presenza di tutte le specie animali necessari per il lavoro dei campi e la sussistenza delle stesse popolazioni.
 
Folklore
 
Il Folklore rappresenta il simbolo più genuino e tipico di una città. In esso si trova la saggezza di un popolo, la tradizione incontaminata, la continuità e l’unione tra passato e presente. Tra gli elementi del Folklore ritroviamo oggetti, piatti tipici, bevande, balli, canti, costumi e dialetti che vengono tramandati e resi vivi. Da ciò la formazione dei gruppi folkloristici  che riproducono in forma vivente immagini del passato con costumi, ornamenti, canti, danze e movimenti, che nell’insieme compongono una scena coreografica ideale di un passato diverso.
Quello che il gruppo folkloristico va a riprodurre è una festa nuziale. Gli abiti indossati sono una fedele riproduzione di quelli che venivano indossati dagli sposi e gli invitati.
 
Le danze tipiche sono la “Mazurka”, ballo d’introduzione, seguito sa tre canti: “Mamme ca u zjte je” in ricordo del periodo di fidanzamento, “La mamme cà la volse maretee” e “U vindecjdde”; lo “schott” minuetto ricco di coreografie; la fomosa e caratteristica “Quadriglia” gravinese: in questo ballo emerge la figura del compare di fede che impartisce i comandi dei balli. E’ lui insomma l’animatore della festa. Altri canti tipici sono “U primme ammore” e “U mest d’asc”. A ciò seguono tre balli: “u danz postolk” la “polk” e la “tarantedde”  tradizionale danza di chiusura della festa.
 
Le dame indossano un tipico vestito di broccato, ornato da pizzi, coralli multiformi, ori pregiatissimi e di inestimabile valore, riflettenti il ‘700. Esse hanno come coprispalle  “u pannarul”, un panno rettangolare di raso multicolore trapuntato a mano, con fodera di vario colore e fantasia. L’acconciatura detta “tupp”, viene tenuta alla nuca da uno “spatin” di oro e argento bulinato, tipico del ‘700, con la funzione di reggere i capelli annodati alla nuca contornati dalla “ziaredde” (lungo nastrino). Nell’abbigliamento fanno pure grande spicco le tradizionali scarpette a forma di stivaletti, confezionate con la stessa stoffa del vestito.
 
I cavalieri indossano un tipico vestito nero somigliante a quello spagnolo dell’epoca. La giacca in panno nero, copre una camicia bianca avente come cravatta un nastrino rosso. I pantaloni in tinta sono alla “zuava” e vengono fermati alla cintola da una fascia tradizionale, anch’essa di colore rosso. Calzettoni bianchi lunghi e scarpe tradizionali nere completano l’abbigliamento maschile.

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